Eccoci qua! Siamo i ragazzi della 3^A, spesso distratti durante le lezioni anche da un semplice moscerino che svolazza.
Oggi, però, la prof. ci ha portato nell’aula di scienze e questo ha attirato molto la nostra attenzione. Che cosa ci farà fare?

Qualche giorno fa abbiamo parlato del DNA.
Ma cos’è il DNA?
Il DNA è la base della vita di ogni essere vivente e si trova all’interno del nucleo delle cellule. Contiene tutte le informazioni genetiche di un organismo.
Sì certo, la definizione non fa una grinza, ma abbiamo bisogno di vedere con i nostri occhi com’è fatto ‘sto DNA.
Lo scopo dell’esperienza che ci è stata proposta è quello di estrarre il DNA da una banana per vedere come è fatto.

Per portare a termine questo esperimento abbiamo bisogno di:
– Una banana
– detersivo per piatti,
– sale
– dei contenitori
– una forchetta
– acqua demineralizzata
– Alcool
– colino e imbuto
Per prima cosa è fondamentale lavarsi accuratamente le mani evitando così di introdurre delle impurità nella frutta utilizzata.

Iniziamo!
Prendere la banana e ridurla ad una poltiglia utilizzando la forchetta, ovviamente più accuratamente verrà macerato il tutto migliore sarà il risultato finale; per rendere più facile l’operazione aggiungiamo un po’ di acqua demineralizzata;
Proseguire preparando la soluzione di lisi con sale, acqua e detersivo per piatti e mescolare bene. Il sale ha il compito di fornire cariche negative portando una parità di cariche all’interno del DNA; il detersivo, invece, contiene delle sostanze che dissolvono i lipidi, ecco perché è usato per lavare i grassi. Esso distrugge, quindi, le membrane biologiche che sono composte da lipidi.

Successivamente aggiungere la soluzione appena preparata alla polpa ottenuta in precedenza, ottenendo così il lisato proteico (proteico perchè al suo interno, oltre al DNA, vi sono anche tutti i componenti interni della cellula, tra cui le proteine).
Ottenuto questo composto si deve filtrare il tutto con un colino all’interno di una provetta aiutandosi con un imbuto, così facendo si eliminano le possibili parti di polpa che non sono state disgregate adeguatamente, quelle da cui non potrebbe uscire il DNA.

Per finire, aggiungere l’alcool etilico molto delicatamente facendolo scorrere lungo le pareti del piccolo recipiente. Si addiziona l’etanolo con lo scopo di agglomerare i filamenti di DNA, perché il risultato visibile non sarà un solo filamento, ma milioni e milioni di essi. L’alcool etilico, avendo una minore densità del composto, gli si porrà totalmente al di sopra, segnando un confine netto con esso. La visibilità del DNA aumenterà col passare delle ore, infatti i due compositi, col passare del tempo, si divideranno ancora più nettamente.

Evviva! L’esperimento è riuscito! Abbiamo finalmente visto il DNA con i nostri occhi!
la classe 3°A
La redazione maggio 2022






































