Da troppo poco tempo Preside, lei non è più con noi.

Non la stiamo dimenticando e qualche volta guardando giù dalle scale ci sembra stia arrivando sorridendo e scherzando con i suoi insegnanti; passando davanti alla presidenza ci si aspetta di vederla seduta alla scrivania impegnata nel lavoro, ma subito pronta ad un saluto, una frase gentile e di incoraggiamento.
Ci manca Preside, ciao.
I tuoi ragazzi:

La prima volta che l’ho vista era sopra le scale che suonava la trombetta a casaccio, per farci divertire. Nonostante la malattia, con noi aveva mantenuto la sua vivacità e allegria.
La prima volta che l’ho vista era molto carica allegra e sorridente. È stata la miglior persona che abbiamo mai avuto.
Preside, la voglio ringraziare. Quando quel signore minacciava di picchiarci lei ha detto che se non fosse stata malata ci avrebbe difeso lei personalmente: quell’uomo doveva passare sul suo corpo se ci voleva picchiare. Questo mi ha commosso.
Lei per me è come un eroe. La sofferenza che aveva, noi la sapevamo. La ringrazio molto.
Un attimo prima si sorride e si sta bene e un attimo dopo si soffre per una malattia che poco a poco ti consuma e ti porta via dalle cose più belle e importanti che la vita ci riserva. Arrivederci preside.

Due anni fa un giorno lei entrò in classe e io dissi: “Preside, quando entra in classe lei sembra sia entrato un raggio di sole”. Ma il ferro arrugginisce, il fiore perde i petali e anche la nostra cara preside che era bella, biondissima, magra e molto alta si è ammalata. Ha lottato come una leonessa ma il destino ha voluto così e noi umani non possiamo cambiarlo.
Lei era una donna forte che ha combattuto la malattia ed era sempre venuta sorridente al lavoro.
Lei era molto orgogliosa di noi. 
Non doveva accadere tutto questo. Mi ricordo che una volta venne nella nostra classe ed era così contenta di stare con noi che ci offrì una maxi-pizza. Noi eravamo sorpresi e felici, non ci scorderemo mai di lei.
La cosa più difficile è un addio, soprattutto se è l’addio definitivo, per sempre.
Ma lei sarà sempre con noi e quando avremo paura ci bisbiglierà nell’orecchio: “Sei forte” e quando dovremo fare qualcosa di sbagliato ci dirà: “No, non lo fare”.
Lei preside era una donna forte, consapevole delle sue azioni e della sofferenza.
Era una donna eccezionale, veniva sempre da noi, a volte per biasimarci a volte solo per vederci. Un giorno ci portò le bugie, ci disse: “Mangiate, dai, non fate i timidi! Sicuramente quando uscirò vi butterete sopra il vassoio come lupi!” Infatti appena lei è uscita ce le siamo ingurgitate tutte. Era una donna di grande rispetto. Ripeto la parola “donna” perché lei conosceva il significato della parola. Le avrei voluto parlare un po’, credo che lei ora non sia soddisfatta di ciò che io ho fatto ultimamente e le porgo le mie umili scuse. Ho capito lo sbaglio, mi servirà da lezione.

Lei è stata molto generosa con tutti. È stata accogliente con ogni ragazzo nuovo, straniero o italiano, non ha fatto differenze. Non meritava quello che le è successo.
Sto sentendo la sua mancanza, era così bella, aveva un sorriso bellissimo.
Deve essere orgogliosa di quello che ha fatto.
La fiamma si è spenta quando te ne sei andata; nessuno potrà rubarti il posto, noi saremo le tue cure e anche le tue stampelle.
Lei signora preside era sempre pronta ad aiutarci e quando dovevamo andare in gita aiutava chi non si può permettere di pagare. Era una donna forte e troppo gentile per andarsene.
È stata accogliente con tutti e quando l’ascensore non funzionava lei saliva le scale con le stampelle anche se stava male. Mi dispiace per quello che è successo, non se lo meritava.
Eri così bellissima con quei capelli biondi. Peccato eri brava come preside.
Lei era la luce di questa scuola, per noi questa notizia è stata sconvolgente.
Mancherà a tutti noi, grazie per quello che ha fatto, senza di lei la scuola non sarà più la stessa.
Era una persona speciale, aveva sempre un sorriso per tutti, una buona parola.
La ringrazio per il buon esempio che ci ha dato.
Lei per noi non sarà mai “ andata via” ma sarà sempre nei cuori di chi l’ha conosciuta.
Ci ricorderemo che amava molto questa scuola e tutti noi.

La redazione Maggio 2017