Un lunedi pomeriggio tre classi terze del Plesso Croce presso l’aula magna dell’Istituto vengono coinvolte nella Proiezione del film del produttore pubblico franco-tedesco Arte, per la regia di Mylène Sauloy, “Kurdistan, Donne in Guerra”. Il film e a seguire il dibattito con i ragazzi vede la presenza di Mariangela Rosolen, Riccardo Arizio (traduttori del film e collaboratori per la diffusione del film stesso) e di Ezel Alcu.
Ezel Alcu (Diyarbakır-Amed, 1989), originaria del Bakur Kurdistan (Turchia), è stata arrestata per la prima volta all’età di 13 anni con l’accusa di terrorismo e ha trascorso un lungo periodo nelle carceri turche. Dopo altri due arresti e una condanna all’ergastolo, è riuscita a espatriare e dal 2010 vive in Italia come rifugiata politica. È oggi rappresentante del movimento delle donne curde e referente di Uiki Onlus (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia).
Un film nel film: un film che parla di guerra attuale, del popolo curdo e della loro lunga storia, di isis, di Turchia…una storia complessa spesso taciuta, ma anche un film che parla di cambiamento.
Un cambiamento che nasce in tempi antichi quando lo stesso Ocalan ha scelto di rendere le donne curde parte importante del movimento di liberazione,della resistenza curda e “del risveglio” nazionale.
Di Ocalan stesso si dice ”ha iniziato questo risveglio con l’anello più importante della catena, la donna, dal momento che è il primo a produrre e creare. Questo è il motivo per cui il suo risveglio (…) indica l’alba di una nuova era. Il risveglio della donna in Mesopotamia significa che il popolo si risveglia e assume il controllo “.
Non è stato solo un discorso di Ocalan che ha portato alla politicizzazione delle donne curde. Le donne che portavano il peso del sottosviluppo, che avevano sofferto per i membri morti della famiglia, come i mariti, figli o gli amanti, hanno dovuto fare tutto il lavoro di cura per le famiglie allargate e hanno trovato che l’unico modo per migliorare la loro situazione era di prendere nelle loro mani e “lotta” per la pace.
Le politiche di omogeneizzazione e di assimilazione dello stato turco ha dato più modo di emancipazione e responsabilizzazione delle donne su una scala senza precedenti.
Molte donne sono diventate attiviste dopo aver vissuto grandi perdite e aver perso i propri cari o subito dopo andare loro stesse in galera.
La rivoluzione del Rojava è conosciuta come una “rivoluzione femminile”. Oggi c’è un forte movimento delle donne tra i curdi, e questa è l’eredità di decenni di resistenza delle donne curde in ogni aspetto della vita, al fine di difendere non solo la loro identità e loro diritti, ma anche la loro uguaglianza e la femminilità.
Un film che risveglia la società civile e la muove verso la ricerca di una democrazia ecologica basata sull’uguaglianza di genere, dove il rispetto per le persone e per la natura parte sul luogo dove viviamo, le strutture e gli spazi che utilizziamo, dove ogni ragazzo debba ricrodarsi del valore che ha e del potere che ha nel portare avanti questo cambiamento senza dover imbracciare le armi e andare in guerra..
Marcella Bono
I ragazzi raccontano, clicca sulle immagini per leggere

la redazione dicembre 2016
qui sotto una vignetta tratta dal fumetto “Kobane Calling” – dell’autore Zerocalcare – ispirato alla vita di Ezel Alcu
Alcune ragazze della sezione B guidate dalla prof.ssa Visconti sono state impegnate in una difficile impresa: aiutare gli acquirenti di un punto vendita a fare la spesa e raccogliere i preziosi bollini messi generosamente a disposizione dalla Coop a favore delle scuole. Superati imbarazzo e diffidenza la raccolta ha dato ottimi frutti !




